- Galleria d'Arte La Riva

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Giorgio Gost - Biografia
Giorgio Gost nasce il 6 aprile 1962 a Salsomaggiore. Nella seconda metà del 1990, poco più che trentenne, comincia a dedicarsi alla pittura metafisica con particolare interesse verso il colore. A partire dal 2000 predilige soggetti geometrici e, da quel momento, numera progressivamente ogni opera perchè si possa individuare precisamente il ciclo, il periodo e la tecnica usata.
Nel 2008, si avventura nel ciclo che lui stesso definisce “Percorsi alla ricerca del colore”. L'anno seguente iniziano i “Percorsi nella Old Economy” ovvero dipinti su tela con applicazione di documenti originali del 1982 e 1983 per lo più proveniente da industrie e vergati a mano; è il riconoscimento del valore sociale del puro e duro lavoro manuale, degli sforzi imprenditoriali onesti che l'artista tiene a sottolineare con questo ciclo.
Nel marzo 2011, con Alessandro Celli, fonda il “Manifesto dell’Art Economy”; l'idea di base è che l’artista deve creare in libertà, svincolato da influenze prettamente di mercato. Le opere devono nascere da quanto la società, anche economica, gli offre: i colori, i materiali, le tecniche del nostro tempo e della nostra storia, l’arte di Gost viene a essere, così, un mezzo per comunicare e diffondere concetti legati al mondo dell’economia, intesa come regola di vita sociale e concreta, necessaria per l’equilibrio e l’armonia dell’umanità. Lo stesso anno, dopo il terribile terremoto del Giappone avvenuto l'11 marzo, Giorgio Gost inizia il ciclo "Stop the time". Di solito non diamo importanza alle cose semplici di uso quotidiano, ma queste potrebbero rivelarsi fondamentali per noi in situazioni difficili. Ecco quindi che l'artista applica sulla tela oggetti di uso comune (inizia con bottigliette d'acqua e scatolette di carne, per passare al cibo in generale, ai medicinali scaduti, francobolli e monete) così da poterli salvare per i posteri e per i prossimi millenni. Dopo qualche anno, nascono anche gli "After - oggetti e concetti che verranno ricordati nell'anno 6000 anche se gli originali non esisteranno più".
Espone regolarmente dal 2008 e ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2011, curata da Vittorio Sgarbi.


Opere uniche

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