FALCONI GINO

 

Gino Falconi nasce nel 1933. Il suo lavoro è suddiviso in nove cicli pittorici. Vive e lavora tra Montone e Roma. Gino Falconi ha avuto il coraggio e la paziente e altera forza di raffigurare il cosiddetto ‘’proprio mondo’’ resistendo alle decine di tentazioni stilistico-sperimentali che per decenni hanno dato vacuo spettacolo intorno a lui. Le opere di Gino Falconi rappresentano un ‘’Mondo’’ figurativo e preciso, nel quale e mediante il quale egli ha squadernato un suo ‘’poema’’ limpido e misterioso, palpitante ed enigmatico. Non è facile capire dove si tratti di visive cronache amorose vissute, o desiderate; di gioiose memorie o di sgomenti rimpianti; di creature carezzate ma non abbracciate.  Si tratta di una ‘’bellezza intravista’’ nelle creature e nelle cose, dato che per lui la bellezza è forma di linfa e respiro di tutto quanto venne a suo tempo creato per amore. Gigino Falconi è uno degli artisti più enigmatici e allo stesso tempo sensibile, con la conseguente che è facile essere ‘’presi per incanto’’ dai suoi quadri. Il suo linguaggio pittorico è nitidamente perfetto, sapientemente preciso. Egli osserva i maestri del passato dai quali ha imparato una tecnica artigianalmente luminosa, poeticamente realistica: ed insieme la capacità della struttura architettonica, e così via: i grandi ci sono tutti. Durante gli anni ’80 Falconi eseguì una serie di opere nelle quali si viveva un’atmosfera di sogno perturbato. Quel che restava era un che di follemente poetico, tenero e struggente. Gigino segue sempre se stesso, dice cioè una parola sua, e lo fa con decisione quasi imperiosa, tagliente, ma nel contempo trepida e accorata. Nell’ammirare le sue opere non bisogna farsi ingannare dalla tecnica pittorica, dalla bellezza del dipinto e del motivo, ma bisogna piuttosto riflettere su cosa Gigino vuole dire.